{"id":909,"date":"2020-10-30T11:15:26","date_gmt":"2020-10-30T11:15:26","guid":{"rendered":"https:\/\/commercibellici.ch\/?p=909"},"modified":"2020-11-04T08:01:40","modified_gmt":"2020-11-04T08:01:40","slug":"fondato-comitato-ticinese-per-il-si-alliniziativa-contro-i-commerci-bellici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/commercibellici.ch\/fondato-comitato-ticinese-per-il-si-alliniziativa-contro-i-commerci-bellici","title":{"rendered":"Fondato comitato ticinese per il S\u00ec all\u2019iniziativa contro i commerci bellici"},"content":{"rendered":"
Il 29 novembre l\u2019iniziativa contro i commerci bellici verr\u00e0 sottoposta a voto popolare. Nel Canton Ticino \u00e8 stato fondato un comitato trasversale a sostegno del S\u00cc. L\u2019iniziativa \u00e8 ritenuta facilmente attuabile e necessaria per porre fine agli investimenti nei produttori internazionali di materiale bellico. La Chiesa Evangelica Riformata nel Ticino, diversi partiti, cos\u00ec come il movimento Sciopero per il clima, il SISA e il Gruppo per una Svizzera senza Esercito fanno parte del comitato. <\/strong><\/p>\n Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono in guerre e conflitti armati. Altri milioni di persone sono ferite, traumatizzate e\/o costrette alla fuga. Allo stesso tempo, il settore bellico, anche in tempo di COVID-19, continua a registrare utili miliardari e per questo beneficia di importanti investimenti provenienti da tutto il globo. Anche miliardi di franchi svizzeri confluiscono in questo sanguinoso affare. Solo nel 2018 la Banca nazionale svizzera ha investito 1,3 miliardi di dollari USA in aziende che producono armi nucleari; un business della morte che vede coinvolte pure le banche svizzere e le nostre casse pensioni. Il denaro svizzero finanzia cos\u00ec le guerre mondiali. L\u2019iniziativa contro i commerci bellici vuole quindi garantire che il denaro svizzero non sia pi\u00f9 destinato a finanziare i produttori di materiale bellico. In quanto Paese ricco e con una delle pi\u00f9 grandi piazze finanziarie del mondo, la Svizzera ha una responsabilit\u00e0 cos\u00ec come una certa politica di neutralit\u00e0 e di promozione della pace che vengono compromesse ogni qualvolta viene permesso alle nostre istituzioni finanziarie di trarre profitto da questo business sanguinario.<\/p>\n In Ticino, un comitato trasversale sostiene l\u2019iniziativa e raccomanda di votare S\u00cc il 29 novembre: il sostegno va dalla Chiesa Evangelica Riformata nel Ticino a movimenti quali lo Sciopero per il clima o il SISA, ma anche i partiti del PS, I Verdi, PC, POP, Forum Alternativo, nonch\u00e9 i rispettivi partiti giovanili.<\/p>\n Greta Gysin, Consigliera nazionale per I Verdi del Ticino, afferma: \u00abNon possiamo accettare che i soldi nelle nostre casse pensioni finanzino l\u2019industria bellica internazionale. Gi\u00e0 oggi diverse casse pensioni rinunciano a questi investimenti privilegiandone di pi\u00f9 sostenibili, senza alcuna perdita di utile. Questo mostra che l\u2019iniziativa \u00e8 attuabile senza problemi, contrariamente a quanto paventato dai contrari.\u00bb<\/p>\n Giulia Bucciarelli Stocker, la Vicepresidente del Sinodo della Chiesa Evangelica Riformata nel Ticino, commenta cos\u00ec il loro sostegno all\u2019iniziativa: \u00abMilioni di persone nel mondo fuggono dai conflitti attuali o dalle conseguenze di quelli passati; guerre che l\u2019industria bellica alimenta con la fornitura di armi. \u00c8 giunto il momento di assumerci le nostre responsabilit\u00e0, promuoviamo la pace, sosteniamo l\u2019iniziativa\u00bb. La segreteria politica del Gruppo per una Svizzera senza Esercito, nonch\u00e9 copresidente del PS Ticino, Laura Riget aggiunge: \u00abQuesti investimenti nei produttori internazionali di armi contraddicono la nostra tradizione umanitaria di paese neutrale, nuocendo al nostro impegno per i diritti umani e il promuovimento della pace\u00bb.<\/p>\n Anche tra i giovani il sostegno all\u2019iniziativa \u00e8 diffuso. Sarah Sbabo, coordinatrice del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti, spiega il perch\u00e9 del loro sostegno: \u00abInvece di finanziare le guerre nel mondo, le istituzioni pubbliche dovrebbero investire in ambiti strategici per il futuro del Paese, primo fra tutti l’istruzione pubblica\u00bb. Infine la co-coordinatrice delle Giovani Verdi Ticino, Giulia Petralli, ribadisce la determinazione degli iniziativisti in vista del voto popolare: \u00abDaremo tutto per raggiungere un S\u00ec all\u2019iniziativa contro i commerci bellici nel Canton Ticino.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Il 29 novembre l\u2019iniziativa contro i commerci bellici verr\u00e0 sottoposta a voto popolare. 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